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Chi è a rischio » Le vittime » Vittime innocenti di mafia e camorra
30 anni, ma non li dimostra!
Dopo 30 anni dalla sua morte, ancora è considerato un "bambino".
22/09/2015
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Chi poteva mai immaginare, caro Giancarlo, che dopo trent'anni dalla tua barbara uccisione, la tua auto, quella bella mehari verde, tutta rimessa a lucido, come si conviene per le grandi occasioni, ovvero la tua "redazione mobile" - come qualcuno a te molto vicino all'epoca, l'ha definita - fosse poi trattata, qui a Torre Annunziata, come una vecchia "puttana"? Che dico, una vecchia "zoccola"?

Vederla passare di mano in mano, come un trofeo, tra le strade che ancora puzzano di malaffare e corruzione, oltre che di rifiuti abbandonati, è stata la più triste sensazione che ho avuto oggi, mio caro Giancarlo, anche se il termine da me usato - per rendere l'idea - potrà sembrarti "molto forte".

Stai tranquillo che non avevo intenzione di offendere la tua auto, la tua bellissima decappottabile "sgangherata" (all'epoca) che tanta storia e tanto dolore rappresenta per tutte le persone oneste che stamattina l'hanno seguita soprattutto, con il cuore, per le strade di Fortapache, la tua Fortapache, per "ricordare" i trent'anni dalla tua scomparsa.

Nossignore!

Forse dipende solo dal fatto che si è lasciata condizionare, la mehari - da quel che ha rappresentato quella scuola, qualche anno fa, quando alcuni topi (le zoccole) scorrazzavano liberamente per il giardino, a tal punto che il "Preside" si è trovato costretto a far eseguire nel giro di qualche giorno ben tre derattizzazioni e quando è stato da me definito "incapace" appunto, non solo perché negava l'evidenza rappresentata dalle fotografie, ma soprattutto, per come aveva gestito appunto la derattizzazione, ha pensato bene poi di denunciarmi.

Si Giancarlo, hai capito bene. Si, quel "signore" che, nell'ultima parte del video servizio, lo vedi sbraitare contro di me nel goffo e ridicolo tentativo di zittirmi e, quindi, di censurarmi mentre intervistavo il Sindaco.

Lo so che sei anche tu convinto, come sembrano esserlo molti da me intervistati nel corteo, che nulla è cambiato a Torre Annunziata da trent'anni a questa parte e che, oggi come allora, la corruzione è ancora il sale della mala politica che ha messo radice dappertutto (non solo a Torre Annunziata), ma lasciati dire però che oggi, qui a Fortapache, sembra che ci siano molti "colleghi" che, come te, scrivono sulla corruzione e ce la mettono tutta a combattere, con i loro articoli, la camorra, per cui presto, qualche risultato si dovrà produrre.

Sicuramente non perdono tempo, loro, dietro ai topi, anzi, alle "zoccole" che girano per le scuole della città, e sicuramente non raccolgono l'appello disperato di quei ragazzi - molti dei quali oggi erano dietro la tua mehari ad urlare il tuo nome - che non tolleravano più la prepotenza di chi non voleva ascoltare le loro esigenze, di chi non voleva ricorrere ai ripari con la derattizzazione.

Forse però, la più grande e completa derattizzazione di cui questa città ha bisogno, dopo trent'anni dalla tua morte, non è tanto quella dalle "zoccole" che ultimamente abbondano anche nelle strade del centro e non solo nei vicoli degradati, ma quella da una mentalità ancora ben radicata che è generata dal comportamento prepotente e camorristico che sembra essere "un dato costitutivo della città" - per dirla alla Rosy Bindi - e del cittadino torrese, sia esso appartenente alla manovalanza camorristica, sia un colletto bianco appartenente alle istituzioni.

Ci si vede tra trent’anni.

Salvatore Sparavigna

di Salvatore Sparavigna

(© 2015 Salvatore Sparavigna) - Chi poteva mai immaginare, caro Giancarlo, che dopo trent'anni dalla tua barbara...

Pubblicato da Salvatore Sparavigna su Lunedì 21 settembre 2015
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