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A camorra...song io?
Un'unica domanda a cento illustri napoletani.
20/07/2011
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Cento domande ad illustri napoletani per una sola risposta; Si! La camorra siamo noi!

IL SITO UFFICIALE  www.acamorrasongio.it

Le indicazioni dei risultati delle elezioni prima e dei referendum poi, ci indicano un dato preciso e netto: voglia di cambiamento!
Questa è solo l’inizio di una battaglia, un’altra vera e più grande battaglia dobbiamo ancora vincere se non addirittura cominciare a combattere seriamente: quella dell’illegalità diffusa che ci appartiene e che, purtroppo, è nel nostro dna. Egli eventi dell’ultima ora lo confermano.
Cadiamo spessissimo nell’errore di considerare che “camorra ed illegalità” abbiano il loro humus solo nelle grandi speculazioni e collusioni: non badiamo al piccolo e più vicino compromesso che ci vede protagonisti e/o coinvolti e che sicuramente, riteniamo innocente o, peggio, “normale”.
Qualche anno fa, come qualcuno ricorderà, ebbi l’intuizione di evidenziare, appunto, questa “piaga” incurabile, realizzando il documentario  “A camorra...song io?” (www.acamorrasongio.it) che, con mia meraviglia, riscosse anche un discreto successo. Era l’epoca dello scandalo Romeo, delle cariche di polizia a Pianura (con annessi suicidi) e l’immobilismo e “l’impastocchiamento” politico-istituzionale sembravano le uniche cose che andavano avanti senza intoppi. Non era facile proporre la proiezione di questo documentario ma fui comunque fortunato. Infatti approfittai della tre giorni di marcia nazionale per la legalità, organizzata dalla associazione Libera a Napoli e a Casal di Principe, tra i “casalesi”, ci fu la prima proiezione; poi al museo MAV di Ercolano, al PAN di Napoli ed in seguito in qualche coraggiosoevento pubblico di Torre Annunziata (come l’anniversario della morte della mamma coraggio Matilde Sorrentino).
Pur gestendo una web TV su cui avrei potuto renderne free e completa la visione, non ho fatto questa scelta sacrificando forse anche una risonanza di ritorno: era come se “sentissi” che la coscienza di chi guardava non andava di pari passo con i suoi occhi.
Oggi, forse quella distanza si sta accorciando ed inebriato anche io dalla voglia del cambiamento ma soprattutto dalla schiettezza di de Magistris, ho la sensazione che questo documentario devo lasciarlo andar via....lasciato libero di cominciare a segnare la conclusione di un ciclo (o l’inizio di uno nuovo) rappresentato forse anche in buona parte dagli stessi protagonisti del documentario, nella speranza che - questa volta - insieme agli attori possa cambiare anche la commedia.
Vi lascio quindi, la visione di questo documentario, quasi fosse una bottiglia con un messaggio all’interno che, abbandonata nell’oceano, ci restituisce sia la probabilità che nessuno mai lo leggerà, ma anche la possibilità di sperare in quanto, in qualche modo, non ci sentiamo più “soli”.

Salvatore Sparavigna
 
“E se ‘a paura fa nuvanta
‘a dignità fa Cientuttanta
tanta tanta tanta tanta
voglia ‘e cagnà voglia ‘e cagnà....”
 
[D.Sanzone - A67]

di Salvatore Sparavigna
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