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Anche i delinquenti hanno un ruolo...noi no!
Senza Ruolo a chi si sente escluso.
10/10/2010
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Una semplice storia di ordinaria incapacità.

Questa di Antonio non è una storia di emarginazione né tantomeno di coraggiosa ed incondizionata scelta della libertà.

Il procedere degli eventi ci porta quotidianamente a fare delle scelte, a volte obbligate, molte volte difficili e  non sempre abbiamo la lucidità o i mezzi per incamminarci nella direzione giusta e  spesso il Destino le rende irreversibili,  senza negoziazione e senza possibilità di ritorno.

Einmal  ist keinmal, l’unicità è l’annullamento del valore della vita o , più semplicemente, ne è l’esaltazione?

Potremmo stare a dissertare per generazioni su questo argomento ed ognuno di noi sarebbe  capace di supportare la sua  tesi con esempi di indiscutibile coinvolgimento e non vogliamo , adesso, schierarci dall’una o dall’altra parte. Di sicuro in tutti  i casi l’uomo deve sfruttare al meglio le sue capacità , le sue esperienze per reagire e dirigersi verso quello che crede sia il meglio per il suo  futuro.

Purtroppo  Antonio non è riuscito a ritornare sui suoi passi, a correggere, a reagire a quello che, ad un certo punto, una casella del gioco della sua esistenza  gli ha comunicato.

Ed ecco che diventa protagonista  l’ incapacità naturale di una persona che, seppur a dir poco  normodotata dal punto di vista intellettivo,  è stata colpevolmente carente nell’affrontare e superare un,  seppur difficile, ostacolo emotivo.  Un’incapacità determinante nell’evoluzione dei sogni e le speranze di Antonio.  Comincia così il suo  calvario, mai degenerato, sempre sostenuto dalla sua voglia di sapere. Non a caso l’unico inseparabile  fardello che lo accompagna è composto da una semplice coperta, metafora inconscia di un caldo abbraccio materno  e da alcuni libri.

La lettura, il sapere, la conoscenza sono le fiammelle che tengono vivo il suo spirito, ancora lucido, ancora dolce, non ancora impregnato di rancore e rabbia, sentimenti negativi  che  sarebbero giustificabili  dal comportamento di quelle  persone di cui si fidava ed a cui si era affidato.

Ed allora la vita di Antonio è stata determinata da un’altra  mancanza,  non sua, ma della famiglia adottiva temporale : l’incapacità relativa che si manifesta  in tutta la  crudeltà del “ homini lupus”,  retaggio atavico non più tollerabile in una società cooperativamente evoluta. Queste stesse persone hanno mille altri comportamenti solidali, ma per Antonio non ne  hanno avuti e  sicuramente si possono annoverare tra  i coimputati della sua attuale condizione.

Due diverse tipologia  di essere incapaci hanno fatto si che il nostro personaggio si trovi da oltre 10 anni  a vagabondare tra i nostri mille impegni quotidiani senza essere visto, senza una nostra attenzione, reclamando, a bassa voce, un ruolo attivo nella società.

Chi di noi può affermare di saper  prendere sempre la decisione giusta, di saper reagire a tutti gli imprevedibili inconvenienti della vita, ? E, ancor più importante, chi di noi è sicuro di non essere già stato la causa di malesseri irrimediabili per altre persone? Credo nessuno e  penso che nessun individuo  lo debba essere, proprio perché siamo una società civile .

 

Ed è per questo che l’incapacità assoluta della società civile è il  “peccato originale” di tutta questa storia.

Un qualunque  Antonio può essere incapace di appigliarsi all’estremità di una cima per non essere sbatttuto fuori da un  bramato ruolo attivo , una qualsiasi famiglia/persona può essere incapace di umana caritas, ma una società moderna non può prescindere dal prevedere queste incapacità.

Suo indispensabile dovere è la creazione di   “strutture di decompressione”, di  “airbag mitiganti” che nella realtà si devono tradurre  in welfare work  capace di accogliere tutte quelli persone che , non per scelta, ma per momentanea incapacità , si trovano senza un ruolo, senza un’identità e con elevata probabilità di entrare a far parte della schiera silenziosa  dei fantasmi moderni.

No! Questa di Antonio non è una storia di emarginazione ma è una semplice e banale storia di INCAPACITà ASSOLUTA di questa società civile eternamente in costruzione  e  dell’incoerente  modo di TUTTI NOI di sentirsene parte attiva   .

25/07/2015

Luigi Manzo - Prospettive

di Salvatore Sparavigna
Inviato: Salvatore Sparavigna
Redattore: Luigi Manzo
Videoreporter: Salvatore Sparavigna
Montatore: Salvatore Sparavigna
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