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Bar Ghezzi story e la rampa pre-lettorale.
Quando nemmeno le istituzioni riescono a far ripristinare la legalità
20/06/2015
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Questa è una storia nella storia che riguarda tante singole storie che in definitiva si possono riassumere tutte con una sola parola che, per fortuna, è ben messa a fuoco dalla Amministrazione Comunale che l'ha adottata - da decenni - nel proprio lessico comportamentale ed amministrativo: CAOS.

La cultura "torrese" però che di solito connota in un personale e singolare alfabeto anche le parole apparentemente più astratte, è capace di "cristallizzare" qualsiasi astrazione, appunto, e offrirne all'esterno (ma solo all'esterno) variegati significati, a seconda di ciò che più ritorna conveniente o, meglio, che più si conviene agli attori.

Ecco quindi un mix di voglia di legalità con semplice attivismo pre-elettorale, come oltretutto si conviene anche al più casto ed ingenuo politico, ma alla fine, tutto e tutti "sguazzano" dietro agli accadimenti, andando ognuno per la propria strada, pronti a dimenticare e dimenticarsi dell'accaduto più recente, per rincorrere ciò che accadrà domani, galleggiando nel limbo del nulla, del "caos" appunto.

Non so come definire tutto quanto ho potuto constatare in merito alla vicenda delle rampe e del bar Ghezzi e che ho provato a sintetizzare in questo servizio ma una cosa è certa: la legalità - come sempre - non c'entra nulla, semplicemente perché la legalità, non solo non la si conosce, ma non la si desidera e, quindi, non si è mossi, nei ragionamenti e nelle azioni, con questo presupposto.

Questo, quindi, è il risultato. Il CAOS.

Salvatore Sparavigna

di Salvatore Sparavigna
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