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Ci vuole più coraggio a perdonare che ad odiare
Sappiamo cogliere il regalo che Michele, della Casa famiglia Mamma Matilde, ci dona?
04/07/2017
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Questa non è la storia di un altro “robinù” e nemmeno quella dei tanti ragazzi che, strappati sin da piccoli ad una vita “normale”, conoscono immediatamente il “male” che, nei nostri territori, ha sostituito da tempo il “bene”.

E a dire il vero, pur essendo un' “estrapolazione” di un reportage ben più ampio e dettagliato sui tanti giovani con le loro realtà belle e brutte che siano, questo breve racconto di Michele (nome di fantasia) preferisco vederlo come un “dono” che dovrebbe essere colto da tutti noi, con non poca volontà e convinzione e che, come tanti altri, don Antonio Carbone e la sua casa famiglia “Mamma Matilde” sanno far germogliare, come i frutti che la terra sa donare, a chi ad essa ha riservato tanto amore, dedizione e soprattutto, competenza.

E’ un dono, dicevo, poiché ci regala - nostro malgrado - quella immensa opportunità  di ascoltare e riflettere su quanto sia preziosa la vita e la capacità di amare, ma soprattutto fa toccare con mano quanto amore è stato speso, per chi opera in questa comunità, affinché Michele abbia finalmente potuto varcare quella soglia ed uscire fuori dal giro del malaffare, della vendetta, dell’odio, e cominciare la sua vera vita.

Questa sua testimonianza, ci regala anche una grande preoccupazione che pure dovrebbe continuare a farci riflettere ma che, ormai, sembra voler anch’essa appartenere a quel libro della “normalità” e dell’indifferenza che preferiamo sfogliare spesso per tranquillizzare le nostre coscienze, ormai assopite: quanta gioventù si sta bruciando e quanta si sta allontanando dalla vita!

Sicuramente non tutti i ragazzi ospiti della Casa Famiglia, riescono a riscattare un diverso destino o, comunque, a tentare nuovi percorsi, così come lo stesso don Antonio mi diceva ricordandomi che alcuni dei ragazzi del film “Robinù” pure sono "passati" da lui prima di finire, maggiorenni, nel carcere, "ma se su dieci se ne salvano anche solo tre, bisogna considerarlo un grande risultato".

Resta l’amarezza però, di sentire ogni giorno il peso della consapevolezza che lo Stato, con la mano sinistra fa di tutto (e a costo zero) per deviarli e poi, con la destra (e con un bel  po’ di soldi) tenta di recuperarli.

Salvatore Sparavigna

di Salvatore Sparavigna
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