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Buone Pratiche » Esempi concreti » C'è chi dice no
Eppur si muove!
Io, tu, noi, voi e...Giancarlo.
24/09/2013
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"Eppur si muove" avrebbe potuto dire qualcuno, guardando quel gruppetto di persone sotto al "palazzaccio", manifestare con le candele in mano che illuminavano un "qualcosa" che brucia ancora dentro e che fa sentire l'amaro in bocca ogni volta che arriva il triste anniversario, ma invece si è solo sentito chiedere "cosa state facendo?".

Ogni 23 settembre, appunto, cade l'anniversario della barbara uccisione di Giancarlo Siani e viene puntualmente ricordato, qui a Torre, da tutti, con la più palese delle "memorie di massa": l'indifferenza.

Il dovere istituzionale, poi, chiama davanti alla "noiosa" responsabilità, il sindaco di questa città che, pensando di far bene la sua parte (come possiamo dargli torto!) dirama attraverso uno "sgangherato" ufficio stampa, il proprio "volere" ai fidi Dirigenti Scolastici che, dopati forse anche loro dal fiume di inerzia e smemoratezza che scorre oramai da anni, non se ne sono potuti fregar di meno (sempre se hanno avuto il buon senso di leggerlo, il comunicato) come sembra emergere dalla dichiarazione del giovanissimo (e ultimo) intervistato, testimone reale di ciò che non è accaduto nella sua classe.

Pensare, oltretutto, di organizzare qualcosa di dignitoso e serio, oltretutto doveroso per la figura di Giancarlo sia per il prezzo che ha dovuto pagare e sia per "l'iniziazione" avuta proprio in questa città, cozza con ciò che in definitiva si è espresso concretamente e che in definitiva si è attivato in questa giornata del triste anniversario.

E così, tra i pochi presenti "attivisti" sul territorio e le belle statuine che fungono oramai da ornamento all'area, si è deciso di "salvarsi in calcio d'angolo" pensando comunque che "uno è meglio di zero" e perché no, anche se si è in pochi, è pur sempre un segnale. Chiamatelo anche" flash mob'" (è più cool), per me fa lo stesso e in sostanza, non cambia nulla.

Forse è giunta l'ora, per tutti i cittadini di Torre Annunziata, buoni e cattivi, di Torre Nord e di Torre sud, di destra e di sinistra, belli e brutti, alti e bassi, etc  di cominciare a pensare seriamente a come interagire con questo "debito morale", come qualcuno l'ha prontamente (e giustamente) definito, ma soprattutto, come colmare un'enorme lacuna che, puntualmente emerge ogni qualvolta che sento dichiararmi ai microfoni, anche qui a Torre, di non conoscere nè la storia di Giancarlo Siani e nemmeno chi fosse.

Continuare a nascondere la testa nella sabbia o ad avere atteggiamenti omertosi, o silenti, o nascondere i fatti, continua a far male a questa città oramai al collasso.

Una città i cui cittadini (anche loro malgrado) e gli amministratori (consapevoli) hanno fatto fermare le lancette del proprio tempo, del proprio sviluppo ma soprattutto della propria crescita, in coincidenza con con la morte di Giancarlo Siani e a quella di tanti eroi vittime innocenti di camorra di questa città, tappa ancora una volta, ogni anno (ma anche ogni minuto) le ali della voglia di di espiare, di dire, di parlare, di uscire allo scoperto.

Salvatore Sparavigna

di Salvatore Sparavigna
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