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I luoghi della memoria in Italia: la risiera di San Sabba di Trieste
10/02/2016
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Non tutti sanno che anche in Italia ci sono i simboli di quella vergogna della quale, non molto tempo fa, la razza umana si è macchiata irrimediabilmente: sul suolo italico, infatti, ci sono ben 4 campi di concentramento.
Il più tristemente noto tra questi è la Risiera di San Sabba, tristemente noto anche perché l'unico, in Italia, ad essere provvisto di forno crematorio.
La Risiera di San Sabba si trova a Trieste, nei pressi dello Stadio Nereo Rocco; raggiungerlo è molto semplice, visto che diversi bus fanno capolinea nella zona.
L'ingresso è gratuito, ma vi consiglio di acquistare l'audio-guida (2 euro).
Visitare luoghi come questo e Auschwitz rappresenta sempre un'esperienza che difficilmente si riesce a dimenticare.
Preparatevi ad un'esperienza forte, a tratti angosciosa: le mure di questa ex-risaia convertita a campo di concentramento parlano letteralmente; trasudano ancora, dopo tutto questo tempo, tutta la sofferenza e il dolore che hanno visto scorrere.
Il tragitto non è molto lungo ma veramente intenso: la Cella Della Morte, dove i prigionieri passavano le loro ultime ore prima dei rastrellamenti; le tante minuscole celle dove anche 6-7 persone per volta venivano rinchiuse, consegnate al freddo e alla fame più assolute; la Sala Delle Croci, dove piccole bacheche, provviste di effetti personali, ci informano sulla vita di alcune delle sfortunate vittime di questa macchina di morte (veramente evocativa la piccola stella partigiana rinvenuta solo pochi anni fa in un'intercapedine di una delle celle).
In una grande sala, il cui utilizzo dell'epoca è ancora oggi incerto, è allestita una commovente Mostra della Memoria. Nella Sala Riunioni, invece, troverete, oltre ad un breve video, altri oggetti personali degli ebrei qui rinchiusi, le cui storie, narrate dall'audio-guida, vi devasteranno: io sono rimasta molto colpita dal lunghissimo foglio, piegato a fisarmonica fino a renderlo minuscolo, sul quale una donna scriveva i nomi di tutte le compagne di cella che si susseguivano durante la prigionia; sullo stesso foglio, pochissimi anni fa, un ragazzo in gita scolastica ha riconosciuto il nome della nonna, sopravvissuta agli orrori del campo di concentramento e ancora viva.
Ma la parte più impressionante della Risiera è senza dubbio il forno crematorio, che fu distrutto alla fine della guerra, e di cui oggi rimangono solo l'impronta della pavimentazione in metallo e l'inquietante scultura in ferro, posta qui quando la Risiera fu dichiarata museo nazionale, che ricorda la forma del camino e del fumo che ne fuoriusciva.
Ho visitato la Risiera durante una bigia mattinata di pioggia leggera e l'esperienza è stata veramente forte: è impossibile non partecipare emotivamente a tutto quello che queste mura ancora raccontano.
Chi capita a Trieste, quindi, potrà conoscere un pezzo della nostra storia più recente, il simbolo angosciante e tristissimo di tutto il male che l'uomo è capace di fare.

Francesco Scardone


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di Francesco Scardone
Inviato: Francesco Scardone
Redattore: Francesco Scardone
Videoreporter: Francesco Scardone
Montatore: Francesco Scardone
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