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Il TRENO DEL TEMPO che sfreccia alla Parini Rovigliano
IL PERCORSO DELLA MEMORIA: tra realtà e fantasia.
28/09/2016
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A Torre Annunziata, il fermento culturale sicuramente è ben espresso dalle scuole del territorio ed in particolare, sia la Parini Rovigliano che la Giovanni Pascoli, lo hanno esternato ultimamente lavorando su tematiche particolari come la “memoria” ed il Tempo”, di alto valore sociale.

E se la qualità dei relativi laboratori e dei progetti si misura anche attraverso i risultati ottenuti, sicuramente una parte del merito va ai rispettivi Dirigenti scolastici che, con lungimiranza ed acume, sanno intuire le giuste direzioni da intraprendere per una sempre più ricca “crescita” dei propri studenti.

E’ il caso, quindi, della DS del Parini-Rovigliano, la Prof.ssa Maria Antonietta Zeppetella Del Sesto, che dopo la scoperta ed il recupero di una notevolissima quantità di antichi registri e pagelle scolastiche (alcuni risalenti addirittura al 1901) giacente impolverata in depositi chiusi e dimenticati, ha pensato bene di restituirli a nuova luce e nuova visibilità coinvolgendo gli studenti dell’Istituto con la creazione, appunto, del “muro della memoria” interamente costruito e realizzato dagli alunni su cui, varie tipologie di pagelle che ne caratterizza l’evoluzione nel secolo, accompagnate da soddisfacenti didascalie, fanno da cornice ad un “treno del tempo” i cui vagoni – raffigurati da foto d’epoca - segnano le tappe importanti della città di Torre Annunziata, di una economia florida di una volta, caratterizzata dalla produzione della pasta.

Con il ritrovato e recuperato “archivio scolastico” e attraverso il valore che lo stesso esprime in termini culturali e storici, accompagnati anche dalle testimonianze dirette degli anziani, abbiamo voluto far riscoprire ai ragazzi anche la cultura e le tradizioni della terra di Oplontis – racconta la DS del Parini-Rovigliano prof.ssa Mariantonietta Zeppetella Del Sesto. Gli studenti coinvolti nel progetto sono stati “al centro” e protagonisti, dei giochi, dei mestieri, dei sapori, della storia e della cultura del territorio, per scoprire e conoscere emozioni, gioie, sensazioni e divertimenti del passato. Ciò servirà a sensibilizzare gli alunni - e si spera il territorio tutto - alla tutela ed alla valorizzazione del prezioso patrimonio culturale che il territorio offre e che troppo spesso è dimenticato”. 

Alla Parini-Rovigliano, infatti, tra i numerosi “laboratori della memoria” vi è stato quello degli “antichi giocattoli” e della loro costruzione, come il classico “carruociolo” (il monopattino artigianale) e il “cavalluccio con la mazza di scopa e calzino”, o addirittura la creazione di una semplice “bambola di pezza” da accudire e coccolare come facevano i nostri nonni da bambini, ma anche i “giochi all’aperto” (dimenticati dalla modernità e dal consumismo) come il “pallone di cartapesta” (avvolto nella pezza intrisa di colla di farina) o il classico “gioco della campana”, dove si lanciava una pietra su caselle numerate da saltellarci sopra.

Poi ancora, un “laboratorio musicale” dove anziani zampognari hanno illustrato il funzionamento di una “zampogna” e di una “ciaramella” o come costruire e suonare una “tammorra” e poi un “laboratorio gastronomico” che ha visto la preparazione e cottura sia di “ricette della nonna” (raccolte intervistando tante anziane del posto) le cui pietanze non si cucinano più e sia altre ricette di decotti e infusi vari - sempre antiche e della “nonna”- che si usavano come rimedio agli acciacchi e ad alcune malattie per i loro effetti benefici e antidolorifici ma che hanno ceduto il posto al consumismo e alla globalizzazione della produzione delle case farmaceutiche.

NON RESTA QUINDI CHE ANDARE A VISITARE LA MOSTRA che è permanente nell’androne dell’istituto, e dove da “Guide” vi aspettano tantissimi ragazzi che, con orgoglio e felicità, potranno illustrarvi in dettaglio tutte le fasi e le tappe di questo fantastico “treno” del tempo che ha permesso ad una scuola di periferia di essere “al centro” della memoria culturale e storica di una città.

Salvatore Sparavigna

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di Salvatore Sparavigna
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