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La Commissione alla Trasparenza che non può garantire trasparenza?
Per lo spessore di molti dei loro componenti, le dieci Commissioni Comunali, sono un AFFARE A PERDERE.
13/11/2016
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UN AFFARE A PERDERE!

L’ultima riunione della Commissione Trasparenza non è nemmeno cominciata che pochi minuti sono bastati per far emergere la nullità della seduta, e – come sovente capita quando l’argomento da discutere è un po’ “scomodo” – il motivo della nullità risiede in un vizio procedurale.

A prendere la parola subito all’apertura della seduta è il Consigliere Capogruppo del PD, Raffaele Ricciardi, che improvvisamente si avvede, sottoponendola ai colleghi presenti, dell’anomalìa “numerico-politica” che si riscontra nella stessa Commissione Trasparenza (e sicuramente anche in altre Commissioni n.d.r.) in quanto “la stessa non risponde alle proporzioni della compagine politica”.

Ha precisato poi che “la Commissione non conosce gli atti in questione” e che “la gestione delle Commissioni è di tipo politico e non di merito”, in ciò supportato dal Segretario Comunale, creando un bel po’ di perplessità al Presidente Portoghese (promotore di questo incontro insieme al collega Davide Alfieri) in quanto questi, un po’ basito ma anche “sorpreso” forse dalle procedure da rispettare evidenziate nella introduzione del Ricciardi, mette in discussione una propria convinzione trasformandola quindi in dubbio e chiede a tutti i presenti - e si chiede - “se un cittadino ha il diritto di essere ascoltato dalla Commissione”!!!!

E queste parole dall’intento così nobile, mi fanno accendere una lampadina e mi fanno capire che, probabilmente, il vero “alfiere” che muove tutta la finta operazione “trasparenza” e che tenta di sconfiggere il Re (il Sindaco), la Regina (l’Assessora) e la Torre (Il Partito alleato e complice), non è il piccolo Davide, ma il “deus ex machina” dell’operazione Contratto di Quartiere 1 e 2.

Ma quale era la questione da discutere all’odg della Commissione?

Come ci spiega in dettaglio in video l’Architetto Ariano, era l’inspiegabile messa in "pausa" dello svolgimento delle valutazioni dei partecipanti alla gara di appalto e la diversa direzione che la stessa avrebbe preso.

Inutile a questo punto dettagliare ancora i pochi minuti che sono seguiti, bastati al Segretario Generale responsabile della trasparenza e allo stesso Raffaele Ricciardi, per far emergere la nullità della seduta - non proseguibile - anche per il rischio di andare “contra legem” (BUM!) e di sbarazzarsi, quindi, dei “pivelli” ed “ingenui” Ciro Portoghese e Davide Alfieri, che non hanno potuto fare altro che "accusare il colpo" portandosi però a casa una nuova nozione del regolamento da approfondire.

Tutta questa particolare attenzione alle procedure, come fa notare anche l’architetto Antonio Ariano arrivato armato di belle speranze ma anche di tanta - sorprendente - ingenuità , viene posta solo ora.

Ma la cosa più triste è sempre e solo una: l’incompetenza e la scarsissima conoscenza delle procedure che pure il più neofita consigliere dovrebbe ben conoscere per non sembrare sprovveduto ed incapace o farsela mettere in saccoccia.

Invece - vi garantisco -  sembra sempre più evidente che la “O” con il bicchiere, effettivamente non sanno nemmeno da che parte si comincia a fare e forse, nemmeno vogliono imparare a farla!

E certo!

Circa 400mila euro l’anno, infatti,  costano le Commissioni Consiliari - ne abbiamo ben 10 - che sicuramente non si caratterizzano per l’enorme mole di risultati che producono per il miglioramento della qualità della vita, ma, al contrario, appaiono la migliore garanzia, per alcuni, mel percepire gustosi “stipendi” fondamentalmente senza “faticare” e che riescono a garantire, tra gettoni di presenza, oneri contributivi “spartiti” con impropri datori di lavoro e indennità lavorativa che recuperano, un guadagno assicurato di circa 20mila euro l’anno cadauno.

Ecco perché a qualcuno con un minimo di preparazione e di proprietà di linguaggio (e qui la cerchia si restringe di moltissimo) viene facile fare il “gallo sulla munnezza” e giocare, come il gatto con il topo, basandosi proprio sulla ignoranza ed incapacità degli altri.

Oltretutto, come si può anche notare nel video, viene facile anche a me, quando ho a che fare con LORO di Oplonti.

Salvatore Sparavigna

di Salvatore Sparavigna
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