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La disorganizzazione è sovrana!
Storie di cani trattati da esseri umani e di umani “mang e cane”!.
20/07/2017
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Dopo più di dieci giorni dal terribile crollo del palazzo sulle Rampe Nunziante di Torre Annunziata che ha causato la morte di 8 persone, regna ancora il caos più totale tra chi dovrebbe permettere agli stessi sfollati del palazzo attiguo, di poter accedere di tanto in tanto, nei propri appartamenti (oltretutto nemmeno pericolanti) per venire in possesso di quel minimo di cose, necessarie se non indispensabili a chi, come loro, sta subendo il forte disagio di vivere tra alberghi, parenti e sistemazioni di fortuna.

Tutto si svolge, come si intuisce dalle immagini, in un marasma di disorganizzazione generale che solo la città di Torre Annunziata sa offrire in particolari casi e quando a gestire le “unità di crisi” sono proprio le strutture in “crisi” da decenni che mai nulla hanno saputo organizzare se non malaffare, corruzione e menefreghismo.

E se immaginiamo poi, che tutto ciò sta in effetti intralciando il delicato lavoro della creazione di quell’altro grande capolavoro oplontino - la prima Giunta Comunale del nuovo Sindaco Enzo Ascione (prima sicuramente di una lunga serie) - possiamo avere contezza di quanta attenzione stanno godendo questi poveri concittadini, sballottati - come si vede nelle immagini - tra disorganizzazione e rimpallo di responsabilità che nessuno pare voglia prendersi, malgrado però, in altre forme “ufficiose e amicali”, qualcun altro invece è riuscito a salire nella propria abitazione e, comodamente, ritirare tutto il necessario , con estrema tranquillità (pare si sia fatto anche una doccia!).

Peggio che i cani, ci andrebbe di dire, se non ci fosse stato il triste episodio, ennesimo, di prepotenza ed ignoranza, che ha messo la ciliegina sulla torta con quel biglietto minaccioso e volgare che è stato fatto trovare all’ingresso del garage, dove erano stati portati i due cani della signora.

Anche le due povere bestie, vittime di un altro disfunzionamento oplontino: quel connubio “prepotenza-sopraffazione” che da anni, così come nella macchina comunale, caratterizza l’humus nel quale si è innervato il tessuto sociale di questa città, probabilmente da sempre con questa indole.

Quale pellegrinaggio dovranno ancora sopportare gli occupanti del palazzo attiguo, nessuno lo sa e, cosa ancor più grave, nessuno può dare una risposta, certa e scritta, malgrado sia stata ipotizzata la data del 21 luglio. 

Forse nemmeno il nuovo sindaco che, da quando riporta la signora intervistata, fa scena muta - giustamente - quando apprende che nemmeno un’ordinanza di sgombro, agli stessi inquilini/condomini è stata notificata.

E forse neanche il carabiniere che voleva spiegare al sottoscritto, come svolgere l'attività di giornalista.

Siamo a Paradosssopoli?

No, ad Oplonti, o forse, meglio definirla “OPLONTOPOLI”.

Salvatore Sparavigna

 

di Salvatore Sparavigna
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