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La mostra di OPLONTIS: segui l'Oro ma non LORO!
Il vero ORO di Torre Annunziata, al di là della mostra seppur parziale, continua ad essere irraggiungibile per una vera rinascita cittadina.
11/03/2016
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“Finalmente!!!”.

Ecco cosa dovremmo esclamare, con pieno diritto, tutti noi cittadini oplontini, viste le continue “proroghe” subìte affinché “gli intoppi burocratici” – così come li definirono il sindaco di Torre Annunziata ed il suo  fidato (o ex fidato) ex assessore Antonio Irlando, promotore – dicono - di tutta l’iniziativa ma “invisibile” alla conferenza stampa.

Dopo tanti rinvii, questa iniziativa che, ricordiamolo, “godrebbe” dei finanziamenti POR FESR
2007/2013 messi a disposizione dalla Regione Campania (la quale sembra non sia stata avvisata nemmeno della convocazione della conferenza stampa, così come capitato a molti giornalisti, me compreso) e già “PERSI” – gli stessi - due anni fa dallo stesso Comune di Torre Annunziata per un progetto che la Regione stessa definì “Irricevibile”, è resa possibile grazie alla Sovrintendenza di Pompei che ha messo a disposizione una selezione di 72 reperti venuti alla luce presso gli scavi di Oplonti, a Torre Annunziata.

Visto che la mostra – è scritto nel comunicato stampa dell’Ente –è dedicata alla memoria del direttore degli scavi di Palmira, Khaled al Assad, ucciso dall’Isis il 19 agosto dello scorso anno, a mio avviso sarebbe stato corretto se non opportuno, dedicargli un pannello descrittivo, anche di discrete dimensioni, all’ingresso della mostra, ricordando appunto la figura di questo grande archeologo, utilizzato in questo caso, forse, più per esprimere il presunto “alto spessore” che caratterizzò una precedente Giunta che per altro!

Invece, tutto ciò che è stato pubblicizzato e messo in grande evidenza, oltretutto non essendo né uno sponsor e nemmeno un associazione di volontariato a supporto della stessa mostra, è stato il brand di una società privata di vigilanza che, con un grosso banchetto e due banner posti di lato, fa bella mostra nel cortile del Palazzo Criscuolo, insieme ad uno scheletro di struttura per ascensore che Dio solo sa se e quando sarà disponibile per permettere l’accesso dignitoso ai diversamente abili che vorranno visitare la mostra.

Ci sarebbe da chiedersi, quale “controprestazione” sia stata pagata dalla stessa società privata di vigilanza, per godere di tale visibilità e di beneficiare di un privilegio che nessun altro ha avuto in questo contesto espositivo, tra i vari fornitori che lautamente saranno (e sono stati) pagati per le loro attività e prestazioni professionali, se non fosse che noi conosciamo già LORO di Oplonti ed il LORO modo di agire e quindi questa domanda non dobbiamo porcela affatto.

Infatti, effettivamente c’è da essere concordi con il sindaco quando lo stesso dichiara “Palazzo Criscuolo, una sede scelta non a caso, ma che rappresenta al meglio la sintesi di passato e futuro della città “ ed aggiunge, riferendosi ai reperti esposti “Pezzi straordinari, che resteranno in mostra nella nostra città per molto tempo”.

Cosa abbia rappresentato Palazzo Criscuolo nel passato remoto, non tutti lo sanno ma tutti i cittadini sanno cosa  ha rappresentato in quel “passato prossimo”  - e che rappresenta tutt’oggi - da quasi cinquant’anni quindi, con la LORO “occupazione”, quella delle classi dirigenti che si sono susseguite al “timone” -  che non hanno fatto altro che spolpare questa città con la LORO incapacità, con la LORO bramosità, con la LORO collusione ai poteri mafiosi e corruttivi, privandola di quel FUTURO che sicuramente si coniuga con il LORO operato.

E allora, ancora ci sarebbe da chiedersi cosa possa significare “per molto tempo” visto che la stessa mostra chiude i battenti il 30 marzo p.v. (dopo appena 20 giorni) seppur ha avuto la possibilità di restare aperta per sei mesi solo se LORO avessero saputo cogliere, avendone però capacità e competenze, l’opportunità oltre che le linee guida, che il bando metteva LORO a disposizione.

Ma si sa, gli aquiloni che si distribuiscono da anni ai cittadini “elettori e non” di questa città, sono tanti e non costano nulla (per sfortuna) e che il termine “tempo” ha significati vari e variegati per gli oplontini tutti (compresi LORO), tant’è vero che fondamentalmente, la differenza tra venti giorni o sei mesi di permanenza di questa bella mostra, non si sarebbe colta affatto poiché con una totale assenza di campagne pubblicitarie, promozionali e di marketing, messa – come di consuetudine – “abilmente” in campo dallo staff organizzativo di codesta amministrazione e soprattutto dai costi – non pochi –pure a disposizione per tale voce di spesa ma evidentemente forse gestiti sempre allo stesso modo, sicuramente sarebbero stati evidenti e di notevoli entità numeriche i benefici in seno alla visibilità, alla promozione e all’accoglienza turistica, a tal punto che avrebbero potuto giustificare – oltretutto -  gli “sforzi” dei tecnici ma soprattutto del RUP (rinviato a giudizio per altre faccende) che tanto “amore” e “dedizione” ha espresso nelle sue relazioni e nel suo operato, per la “riuscita” di questo evento.

Ecco quindi spiegata anche un’altra affermazione fatta dal sindaco e cioè “Siamo convinti che questa potrà essere per Torre Annunziata una grande occasione per mostrare al mondo il suo volto migliore, quello più vero, fatto di un luogo di grande bellezza, ricco di opportunità e belle intelligenze” e senza voler commentare (ci saranno momenti migliori e più opportuni credetemi) nemmeno quando dichiara “Dopo aver reso ballabile il nostro mare e restituito ai cittadini l’opportunità di goderne, ripartiremo dallo straordinario patrimonio archeologico del nostro territorio” mi piace qui rilevare che seppur sufficiente e commensurabile – qualitativamente parlando – alla brevità della durata della mostra (20 giorni), il sito web dedicato (che costerebbe 15 mila euro così come indicato nel conto economico) da una prima analisi tecnica, lo stesso vale – detto da tecnici competenti in materia - al massimo 1.000 euro.

Ma agli “oplontini e me ne vanto”, tutto questo non importa poiché, come lascia intendere anche il preside Felicio Izzo quando dichiara che la tecnologia QR è una tecnologia vecchia di 10 anni, qui a Torre tutto è nuovo ma nulla e nuovo e quindi tutto è vecchio e stravecchio.

Forse potremmo affermare, con cognizione di causa come evince anche dal video servizio, che di nuovo c’è che per riuscire ad inquadrare il codice QR che ogni vetrina espone, per la fruizione di appropriate didascalie, bisogna essere dei “vatussi”, (l’antico popolo alto tre metri che per ogni passo faceva due metri) così che riusciamo a spiegarci – finalmente – l’ambizione e/o l’intento di rendere “a vocazione internazionale” (in soli 20 giorni e senza promozione e marketing) questa mostra, così come dettato dalle linee guida del bando e, quindi dei fondi (250 mila euro) messi a disposizione dalla Regione Campania per l’internazionalizzazione dei flussi turistici in Campania!

Ma in tutta questa mediocrità che continuamente questa città esprime principalmente a causa di scarso allenamento all’organizzazione di eventi culturali di un certo spessore oltre ad una intrinseca vocazione alla superficialità e al pressapochismo (e non voglio aggiungere altro), resta comunque l’opportunità, se non la necessità per tutti, di visitare questa bella mostra e, per chi non la conoscesse ancora, anche la villa negli scavi di Oplontis, affinché anche solo per alcune ore (quelle che bastano per le due visite) si riesca ad annullare tutto il degrado architettonico, etico, sociale, e fisico ancora presente e palpabile che ha coperto l’identità di questo popolo, l’identità di questa città, che paradossalmente, nelle parole del sindaco, viene espresso con “La Torre Annunziata di domani avrà nel suo dna lo splendore, la bellezza e l’attrattiva di quel luogo che, una volta, era chiamato Oplontis”.

La mostra sarà aperta a Palazzo Criscuolo dall'11 al 31 marzo, sette giorni su sette, dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30 (Tre euro il costo d'ingresso per gli adulti; due euro quello per i gruppi ed un euro per gli studenti) ma vi consiglio di godervi la bella e dotta “visita” che la dott.ssa Antonella Bonini, della Soprintendenza Pompei e direttrice scientifica della Mostra, ha voluto regalare a noi della stampa e che avendola registrata in video, ve ne omaggio, così da risolvere problemi di brossure inesistenti  e QR irraggiungibili, andando appunto, preparati alla mostra.

Salvatore Sparavigna

di Salvatore Sparavigna
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Stamani, seppur "invitato" con estremo ritardo (vedi mio post precedente) mi sono recato alle 10:00 alla presentazione...

Pubblicato da Salvatore Sparavigna su Giovedì 10 marzo 2016
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