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LA SCUOLA E’ VIVA…ma la città è in coma profondo!
Ma per fortuna che a far battere le emozioni ed il cuore degli studenti di Torre Annunziata in sincronia con le ali della creatività e della fantasia, viene spesso in aiuto la SCUOLA VIVA.
03/06/2017
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In questi ultimi anni ho avuto il privilegio di approfondire personalmente ciò che la scuola costruisce per la formazione didattica e culturale dei miei giovanissimi concittadini.

Quegli studenti delle medie con cui ho interagito, insieme a tanti altri, costituiscono buona parte di quel tessuto sano della città che tenta di consolidare sempre più quella speranza di costruzione di un futuro migliore per la città nella quale si trovano a fare i conti ogni giorno, con la loro innocenza ma anche con la loro voglia di vita.

Nel bellissimo progetto “COMUNIC’ART” approvato dopo la partecipazione al bando ministeriale SCUOLAVIVA, la Scuola media Giovanni Pascoli di Torre Annunziata - diretta con tanto amore “materno” dalla Dirigente Scolastica Daniela Flauto - e otto associazioni del territorio, hanno messo in campo ben 8 moduli didattico-creativi che hanno trattato varie discipline artistiche e creative, dal Teatro alla rappresentazione Filmica, dall’Open Spaces alla Musicoterapia, dalla Street Art alla BioColtivazione dinamica, etc etc, presentati giovedì 1 giugno in una serata di grande successo trasmessa anche in diretta facebook. 

Il modulo “Comunicare per conoscere, conoscere per comunicare”, proposto dalla Associazione di promozione Sociale PART-NET, ha permesso al sottoscritto - in qualità di esperto esterno insieme alle prof.sse Lucia Abonandi e Giovanna Squitieri - di poter verificare e comprendere maggiormente quanta importanza assuma la possibilità di utilizzare la COMUNICAZIONE e la CONOSCENZA per migliorare, e non poco, quella interazione e interdisciplinarietà che, opportunamente sviluppate in tutte le loro sfaccettature anche le più interiorizzate, offrono maggiori stimoli atti a creare sinergiche collaborazioni, ma senza paure, senza barriere, senza pregiudizi e soprattutto con vedute più ampie ma con un comune obiettivo.

Un modulo quindi, che mi ha permesso anche di far capire che il loro cellulare non è solo strumento di selfie, di chat o di snapchat, ma soprattutto di INTERAZIONE  - qui con i compagni - là quando viene usato per chiedere e per sapere, per registrare e per fotografare ciò che altri non vedono.

E quindi, la soddisfazione maggiore - ma anche l'ennesima mia preoccupazione - è stata quando mi hanno confidato che non avevano mai usato il loro cellulare per fare domande o per ascoltare e videoregistratore dettagli e confidenze dei propri compagni. 

Per molti di loro, quindi, si è aperto un universo che spero possano esplorare con le ali della fantasia senza che questa città continui a tarpargliele.

Salvatore Sparavigna

di Salvatore Sparavigna
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