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La Varsavia ebraica: luoghi e monumenti per non dimenticare
08/02/2017
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Varsavia: poche città hanno conosciuto una storia tormentata e difficile come la capitale polacca.
Tormento e strazio che hanno toccato il loro punto massimo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando questa incantevole città venne completamente rasa al suolo dai bombardamenti e quando gran parte della popolazione venne massacrata in nome dell'ideologia più crudele e folle che la storia dell'uomo abbia conosciuto.
Varsavia, oggi, tributa alla comunità ebrea, che così tanto ha visto soffrire, alcuni bellissimi musei e luoghi della memoria, che nessun viaggiatore può mancare di visitare durante la sua permanenza in città.
In quello che un tempo è stato il Ghetto Ebraico, proprio di fronte al commovente Monumento degli Eroi del Ghetto, ha da poco aperto un gigantesco museo, il POLIN (ingresso circa 6 euro).
Si tratta di un museo sulla storia degli ebrei polacchi, dal loro arrivo in Polonia fino ai giorni nostri.
Il museo è mastodontico e per visitarlo tutto occorrono almeno 3-4 ore. La quantità di reperti e di informazioni ha dell'incredibile; il tutto è mostrato con le più moderne tecnologie, con una grandissima cura per i dettagli.
Il museo è articolato in 8 grandi aree, ognuna focalizzata su un determinato periodo.
Seguirete la storia degli ebrei polacchi fin dal loro arrivo in questa terra, imparando molto sulla vita di questa comunità e passeggiando attraverso la minuziosa ricostruzione di alcuni dei luoghi simbolo della cultura ebrea, fino ad arrivare al terribile periodo delle deportazioni e dei campi di concentramento. L'intero museo è un gigantesco tributo a questa comunità che così tanto ha dovuto soffrire durante i secoli.
Un altro museo che va senza dubbio visitato è il Museo dell'Insurrezione di Varsavia (ingresso circa 4 euro, gratuito la domenica).
Viene raccontata qui la strenua resistenza che la città tutta tentò di opporre all'esercito tedesco prima che le truppe sovietiche arrivassero. L'insurrezione, durata dal 1° agosto al 2 ottobre 1944, è l'estremo tentativo di questa popolazione per sperare ancora in una Polonia libera.
Il museo, ospitato in una vecchia centrale elettrica tranviaria, ripercorre tutte le fasi della coraggiosa rivolta, informandoci su tanti commoventi particolari e offrendo una quantità impressionante di reperti.
Una struttura in acciaio attraversa tutti i piani del museo: sulle sue pareti sono incise le date più significative della rivolta.
Video originali, armi, oggetti personali, addirittura la replica di un aereo: il materiale offerto ai visitatori necessiterebbe di giornate intere per essere apprezzato tutto. E' presente anche un breve filmato in 3D che ci fa volare sulle rovine della città dopo i bombardamenti.
I colori scuri, le atmosfere e i suoni conducono in un viaggio molto toccante, di grande impatto emotivo. Tante sono le piccole grandi storie che il museo ci racconta, una fra tutte quella del pianista ebreo Wladyslaw Szpilman, che il regista polacco Polanski ha così ben narrato nel suo capolavoro “Il pianista”.
Anche per visitare questo museo non bastano meno di 3-4 ore, e qui vi consiglio fortemente l'audio-guida.
Infine, per chi resta in città qualche giorno in più, ci sono altri due più piccoli ma comunque molto interessanti musei sugli orrori di questo periodo così buio per la storia dell'umanità: il Pawiak Prison Museum, e il Gestapo Headquarters Museum.
Tanti sono a Varsavia i luoghi della memoria: i pezzi ancora sanguinanti di una storia così prossima che ci devono ricordare sempre, in ogni momento, di non dimenticare.

Francesco Scardone


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di Francesco Scardone
Inviato: Francesco Scardone
Redattore: Francesco Scardone
Videoreporter: Francesco Scardone
Montatore: Francesco Scardone
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