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Le mani che aiutano più delle preghiere.
L'Help Center alla Stazione Centrale di Napoli
10/09/2009
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A volte la vita scorre talmente in fretta da non riuscire a starle dietro.

Camminiamo a passo svelto verso la meta a tal punto da non goderci ogni passo, ogni luogo che attraversiamo. Durante il tragitto perdiamo molte occasioni: siamo troppo ciechi per guardare oltre i confini del nostro mondo; siamo troppo sordi per ascoltare i mille messaggi che la realtà ci invia. Tra questi, tante richieste d'aiuto che poi restano tali.

Probabilmente in questo istante sarete seduti comodi alla vostra scrivania cercando di rilassarvi dopo una stressante giornata lavorativa. Forse anche in questo momento siete presi dai vostri pensieri eppure se avete guardato questo video e state leggendo le mie parole, li state accantonando. Significa che avete deciso di guardare i volti di coloro che ogni giorno passano inosservati e che avete deciso di ascoltare le preghiere di coloro ai quali la vita ha tolto tutto.
 
Immaginate ora di essere soli, in una strada della quale non conoscete neanche il nome, e sentite mille voci di cui nessuna vi è familiare. Fa freddo e tra poco e buio. Anche la strada si spopola fino a che cala il silenzio. Ed è forse in questi momenti che alla vostra famiglia ci pensate ancor di più.
 
Si vede gente uscire dalle chiese, ancora con il rosario tra le mani. Ha pregato in nome di Dio affinché non ci siano più guerre, carestie e povertà. Che bravi cristiani. In effetti credono davvero di avere aiutato qualcuno con quelle preghiere!
La verità è che ai senza fissa dimora basterebbe che qualcuno li guardasse. Se nessuno li aiuta, anche a loro non resta che pregare.
 
Quello dei senza fissa dimora è un fenomeno in aumento. Ce li ritroviamo ovunque: fuori le chiese, avanti ai supermercati, nelle stazioni delle metropolitane. Dentro di noi un misto di pietà e repulsione. Li osserviamo ma non sempre ci avviciniamo a loro con la consapevolezza che se sono lì in quelle condizioni, qualcosa avranno pur fatto. Ma la realtà è che “senza fissa dimora” non si nasce, mai si diventa. Dietro ogni uomo solo, potrebbe esserci una famiglia che l'ha rifiutato, un datore di lavoro che lo ha licenziato, un mondo che è crollato, i sogni di una vita andati in fumo.
 
Bussare alla porta dell'Help Center è, per i senza fissa dimora, un porto sicuro nel quale potere approdare, dove la mano dei volontari scalda il cuore tanto da far rinascere in loro un fiore chiamato speranza, in una vita che oramai sembrava deserta.
 
Floriana Vaccaro
di Salvatore Sparavigna
Inviato: Salvatore Sparavigna
Redattore: Floriana Vaccaro
Videoreporter: Salvatore Sparavigna
Montatore: Salvatore Sparavigna
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