Ricerca avanzata
Buone Pratiche
Chi è a rischio
Cultura
I Fatti
I Fatti » Il territorio negato » Problemi e tragedie ambientali
Le telecamere di sorveglianza che non registrano i numeri di targa di chi scarica abusivanente.
La bassa qualità di telecamere costate 10mila euro caduno delle registrazioni non permette di leggere i numeri di targa
27/03/2013
4087

Sembrava una bella notizia di "cittadinanza attiva" a Torre Annunziata ma in corso d'opera si è svelata la solita e tragica "brutta storia" di inefficienze ed ignoranza, mascherata da prepotenza e presunzione. Ma questa volta, il mio fiuto mi ha regalato anche uno scoop.

Ero uscito con la mia telecamera, dopo aver letto su un quotidiano locale di un cittadino che aveva fotografato un individuo che, da un'automobile, scaricava centinaia di copertoni in una pubblica strada. Mi sono detto "finalmente si svegliano i cittadini di Torre Annunziata e cominciano a denunciare". Anche solo la denuncia fotografica, può significare molto in un periodo in cui le immagini, spesso, fanno la rivoluzione. Ma so anche benissimo che la rivoluzione, prima ancora di essere a portata di un clik, deve essere a portata delle menti, degli animi, delle coscienze. Delle intelligenze!

Ecco quindi, che per il sottoscritto, che vive qui a Fortapache da poco più di un anno, questa notizia sarebbe stata una "gran bella notizia" a cui valeva la pena dare più spazio di quanto ne avesse avuto dal quotidiano locale.

Comincio quindi a contattare il Consigliere Comunale Raffaele De Stefano invitandolo, professionalmente, ad incontrarci per parlarmi di questa operazione, in quanto - come riportava l'articolo del quotidiano - l'operazione della "task force" ambientale che ne è seguita,  era stata coordinata da lui stesso. Infatti il Consigliere De Stefano ha la delega alla Nettezza Urbana e all'Ambiente. Speravo poi che mi avrebbe messo in contatto con il fantomatico "eroe" cittadino di cui parlava il quotidiano.

In effetti, dopo qualche minuto, trascorso a Palazzo Criscuolo nelle stanze delle "commissioni consiliari", malgrado i vari tentativi di depistaggio del De Stefano (dandomi varie versioni di come erano nate quelle immagini), riesco a capire che non c'è nessun cittadino coraggioso o attivo e che le immagini sono state rilevate dalle telecamere di sorveglianza.

Da buon giornalista, quindi, volendo approfondire e anche guadagnare il tempo che mi aveva fatto "perdere" con le sue chiacchiere, con furbizia riesco a procurarmi le immagini (in fotocopia) dei "fermo immagine" delle telecamere di sorveglianza che avevano individuato l'auto dell'artefice del reato e scopro che in effetti, le immagini catturate, sono di scarsissima qualità, ovvero con bassissima risoluzione.

Ovviamente la prima impressione che si può avere è quella che si dispone, sul territorio cittadino, di telecamere di sorveglianza di scarsa qualità e decido quindi di intervistare il De Stefano per sapere, oltretutto, come avevano individuato il proprietario dell'autoveicolo incriminato, visto che il numero di targa è decisamente illeggibile. Avevo poi sentito in giro che lo stesso De Stefano era sì riuscito ad individuare e contattare il proprietario dell'auto, ma che - cosa assurda - non l'aveva ne denunciato e nemmeno fatto verbalizzare, "invitandolo" però a riprendersi i suoi copertoni e "depositarli" da qualche altra parte!!!!

Questa cosa assurda ed inverosimile, se non sbaglio, forse si chiama "Omissione di atti di ufficio" !

Decido di vederci chiaro innanzitutto su questa storia della qualità delle immagini e chiedo quindi il permesso (Protocollo n 1570 del 26.3.2013) di fare delle riprese all'interno della sala monitor della videosorveglianza. Scopro così che le immagini relative a "tutte" le registrazioni di "tutte" le telecamere sono di bassa qualità poiché con questa definizione  - a mio avviso - sono erroneamente settati i parametri nelle impostazioni del software che gestisce le riprese e le registrazioni delle telecamere. Ma la cosa più sorprendente è che intuisco che sarebbero disponibili, quindi, anche le immagini del furfante che, "obbedendo" all'invito di De Stefano, notte tempo, è andato sul luogo del delitto a recuperare la merce da lui precedentemente abbandonata.

E così è stato. Con l'aiuto del Tecnico specializzato il Sig. Francesco Iovene, che era ignaro di tutto ciò (tant'è che stava lavorando da due giorni sulle uniche immagini che lui credeva fossero disponibili, per recuperare un indizio o un qualche elemento per venire a capo del proprietario dell'autoveicolo) si sono passate a setaccio tutte le immagini registrate nelle ore e nei giorni successivi al fattaccio e si sono scoperte le nuove immagini riguardante, appunto, il ritorno sul luogo del delitto del furfante!

Ci si rende conto, così, come agisce questa invidiosissima organizzazione capitanata dal mitico "sceriffo", il consigliere Raffaele De Stefano.

Forse tutto ciò è causato dalla stanchezza che il consigliere accumula durante il giorno e la notte, essendo lo stesso occupatissimo a giocare a scopa su Facebook e a cercare di connettersi con la realtà, al mattino inoltrato, con i suoi innumerevoli caffè. Ma se lui stesso ha contattato l'artefice di tale scempio e lo ha "obbligato" a ritirare la merce depositata e portarla da un'altra parte, credo debba anche lui, depositare da qualche altra parte ciò che rimane del suo buon senso per non spingere qualcuno a ipotizzare di istruire una denuncia per Omissione di atti di ufficio.

Ascoltate le sue dichiarazioni ma soprattutto le immagini finali relative allo scoop di cui si sta parlando

Meditate torresi, meditate.

Salvatore Sparavigna

di Salvatore Sparavigna
 Vedi i video servizi correlati (1) > 
Questo sito utilizza cookie di profilazione (propri o di altri siti) per ottimizzare la tua esperienza online. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le tue preferenze relative ai cookie, autorizzi l'uso dei cookie da parte nostra.
Apri il menu