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I Fatti » Il territorio negato » Problemi e tragedie ambientali
Questa è una vergogna!
Questa è una vergogna!
06/11/2010
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Un vulcano verde domina dall'alto la città di Napoli. Il Vesuvio, antico guardiano, è presente nell'immaginario partenopeo sin dalle più remote epoche della nostra penisola. Distruttore di Pompei ed Ercolano, ma anche distesa di campi, coltivazioni pregiate e distese agricole.

Guardando da lontano il Vesuvio, quando comincia la primavera, si possono osservare chilometri di verde natura. Natura che per secoli è stata incontaminata, finché la malavita prima, ed il Governo poi, non hanno deciso che il paradiso naturale del Parco Nazionale del Vesuvio dovesse diventare una discarica. Nella cava della ex-Sari, così come in molte altre cave della montagna, si è sversato illegalmente per anni rifiuti di ogni genere.

Oggi si è deciso che, per mettere termine all'emergenza rifiuti, era necessario violare ancora il verde vesuviano. La ex-Sari è ormai colma di rifiuti e percolato, e le coltivazioni a ridosso della cava subiscono danni ambientali di enorme portata: frutta che nasce marcia e deforme, terre che si bruciano e non danno più frutti. I campi da cui nasceva il pregiatissimo Lacryma Christi sono ormai incoltivabili e la frutta del Vesuvio viene rifiutata dai mercati. I pochi agricoltori che si ostinano a coltivare queste terre, per passione e per amore del vulcano, non riescono più a vendere i propri prodotti.

Il signor Aniello Matrone continua a coltivare il suo campo confinante con la discarica Sari, in attesta che aprano a 200m dal suo terreno la nuova discarica della Cava Vitiello (tre volte più capiente).

La sua frutta deforme rimane invenduta. La passione di tutta una vita, un campo tenuto in modo impeccabile, gettata via e distrutta dalla mano dell'uomo. "Questa è una vergogna" urla verso la telecamera...

"Di Parco Nazionale del Vesuvio ce n'è uno solo!"

di Alessio Viscardi e Vincenzo Sbrizzi

di Alessio Viscardi
Inviato: Alessio Viscardi
Redattore: Alessio Viscardi
Videoreporter: Alessio Viscardi
Montatore: Vincenzo Sbrizzi
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