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Tra sanità e politica, la scorribanda di delinquenti è lunga!
Videostoria di un pacco, doppiopacco e contropaccotto, travestiti da lotta e protesta.
22/04/2016
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Ancora una violenza, uno stupro, sul corpo già abusato e violentato del popolo vesuviano ed in particolare, di Torre Annunziata che dopo aver subito alcuni anni fa l’ennesima beffa – tra le tante – riguardante la chiusura dell’ Ospedale Civico in Piazza S.Teresa (ora con due enormi piani abbandonati e tante stanze vuote e vandalizzate), “presidio sociale” da sempre per i cittadini della fascia oplontina (ma anche grande risorsa e serbatoio di voti per politicanti, affaristi e sindacalisti di ogni risma “ancora in auge”), oggi si trova a dover subire un’altra "violenza carnale", la chiusura cioè del reparto di Ginecologia ed Ostetricia del nuovo ospedale di Boscotrecase.

Purtroppo, la politica nazionale dettata da interessi di lobby, buffoni, imprenditori e banchieri, attraverso i loro ministri, non fa altro che imporre indicazioni - per i loro “bracci armati regionali” - in cui le reali esigenze del territorio, dei cittadini, del popolo (dei “sudditi”) sembra debbano per forza fare i conti “amari” con i parametri e i numeri, giustificandoli poi come in linea con lo scopo imposto dalla “revisione delle spese” (spending review), ma fondamentalmente ben studiati dalle “menti sopraffini” e da quei “colletti bianchi”, che oramai, dell’affarismo tra la malapolitica e l’imprenditoria spregiudicata, ne hanno fatto il loro “credo”, continuando a privarci dei nostri diritti.

Questo servizio è il video racconto di un ipotetico ring il cui “combattimento” in quattro “round” - tra diritti dei cittadini da un lato e le decisioni “dall’alto” dall’altro - ha visto in particolar modo vincere sin da subito, non tanto la tracotanza e la spregiudicatezza della "politica" che esprime solo potere e affarismo, ma sin da subito - putroppo - la debolezza di (ri)trovare una seria capacità di ribellarsi, di reagire uniti, numerosi e compatti, in una grande manifestazione per proporre (finalmente) un segnale nuovo, diverso, che non veda solo i soliti quattro gatti accompagnati dai “collezionisti di medagliette” o manovratori di turno.

Quel segnale che oramai da tempo tarda non solo ad arrivare, qui a Torre Annunziata, ma soprattutto ancora deve essere individuato poiché nessuno più, forse, gli tende la mano nella speranza di afferrarlo ed abbracciarlo.

Salvatore Sparavigna

di Salvatore Sparavigna
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