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Cultura » Coltivare i sensi » Un caffè che tifa Napoli
Una questione di maglie.
Il super tifoso Francesco Cammarota ci mostra la sua speciale collezione. (Il trailer)
01/02/2016
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(Clicca qui per la video intervista completa su www.calcionapolireporter.it)

Sembra che un altro “indice” per misurare la “febbre da tifo", in questo caso mi riferisco a quella che si ha verso la squadra del Napoli, sia il collezionare cimeli, ma soprattutto, maglie. Maglie appartenute a questo o quel campione, maglie del grande Diego anche quando non giocava ancora nel Napoli, maglie sporche, sudate, con prove testimoniali, possibilmente anche autografate.

Ecco quindi il “super tifoso” Francesco Cammarota” che ci apre le porte del suo “ufficio” per parlarci, tra gli aromi di un caffè, degli aneddoti e delle curiosità che caratterizzano la sua “febbre” e che certamente, a pieno diritto, gli fanno attribuire il titolo di collezionista n. 1.


 Ma c’è una maglia che sicuramente è in possesso di molti "pseudo" tifosi del calcio, e che è sempre tenuta gelosamente stretta tra le le “grinfie della stupidità” che caratterizza gli stessi: quella nera del razzismo e dell’ipocrisia che si è ben meritata, non per prima e sicuramente non per ultima,  la tifoseria laziale con i suoi “ululati” razzisti a Koulibaly, e che andrebbe fatta indossare però anche allo speaker - che per ben due volte non fa partire l’annuncio invocato prima e sollecitato poi, dallo stesso arbitro, contro gli insulti razzisti.

Oppure che dovrebbe indossare lo stesso responsabile dell’Ordine pubblico - che ha sollecitato l’arbitro ad andare avanti malgrado i cori proseguivano!

Quando a fine partita, Koulibaly corre a lanciare la sua maglia al giovane tifoso, restituisce a tutti, anche in seguito attraverso i social, non solo quel sentimento di sportività che dovrebbe accompagnare tutti i tifosi, del nord e del sud, ma ringraziando l’arbitro Massimiliano Irrati, ha voluto evidenziare come quel che manca a tutti, tifosi, dirigenti, patron e speculatori, è una maglia che difficilmente si conquista e che è impossibile regalare e collezionare. Una maglia che se non ce l’hai non puoi chiederla, se non la puoi indossare, difficilmente ne troverai la tua misura.

La maglia del CORAGGIO che il 36 enne avvocato toscano Massimiliano Irrati, arbitro della partita, ha saputo indossare anche con dignità, ma che, come sembra, non può ancora lanciare ad altri.


Salvatore Sparavigna

di Salvatore Sparavigna
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