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Uno scoppio che rimbomba ancora dal 1946.
Una strage da non dimenticare!
27/01/2014
1810

Era il 21 gennaio del 1946 quando un enorme esplosione di alcuni vagoni ferroviari contenente tritolo ed altri materiali esplosivi, squarciò, sventrandola, la zona portuale di Torre Annunziata, radendola al suolo e causando 54 morti e più di 3000 senzatetto.

Ma ben presto si dovette dar spazio ad una cruda e immediata realtà che, con lo scoppio, diede vita ad un'altra tipologia di "vittime" nella città di Torre Annunziata e che, determinò un "modus operandi" che a tutt'ogg,i è ben consolidato.

Gli ingredienti del micidiale "mix esplosivo", infatti, c'erano tutti: il dopoguerra, il popolo stremato, la calamità, la voglia di rialzarsi, il finanziamento, la classe dirigente. Gli stessi ingredienti che, ancora oggi, condizionano qualsiasi intervento che dovrebbe invece essere gestito con assoluta trasparenza, amore verso il prossimo e normalità, ma invece, come tutti sappiamo, vengono "impastati" per illeciti arricchimenti e gestione "ad personam" della cosa pubblica.

Si sa che "l'occasione fa l'uomo ladro" e l'occasione, quel 21 gennaio, arrivò servita su un vassoio d'argento dalle Forze Alleate che, ricordiamolo, oltretutto mai ha aperto un'inchiesta sull'accaduto, nemmeno sollecitata dal Governo nostrano. Quel che è accaduto fu una "strage"! Sissignore. Una strage che dovrebbe essere commemorata, al di la di colpe e responsabilità, secondo gli onori del caso e soprattutto, sentita ed avvertita dai tutti i cittadini di Torre Annunziata e non da un'esigua minoranza.

Si è costretti, invece, a venirne a conoscenza - dell'accaduto e delle testimonianze dell'epoca - per mezzo dell'incommensurabile lavoro che, tra i tanti lodevoli, svolge Vincenzo Marasco con l'associazione "Cestro Studi Nicolò d'Alagno" che presiede continuando - insieme ad altri pochi cittadini - a mantenere desta l'attenzione sul bene più prezioso che possiamo avere: la memoria.

Come ha affermato, quindi, anche don Raffaele Russo nella sua omelia, "il degrado è, da sempre, attorno a noi e l'indifferenza, oramai, ci attanaglia" e condiziona tutti noi - aggiungo io - che oramai, come tanti zombi, sembriamo affidare all'assistenzialismo, le sorti del nostro futuro (e quello dei nostri figli) e di quello di questa città, senza considerare che lo stesso futuro deve essere ri progettato, forse, partendo proprio da quello scoppio che, come non mi stancherò mai di ripetere "ha diviso i cittadini torresi in assistiti e assistenti".

Un particolare ringraziamento a Vincenzo Marasco per la disponibiltà del suo documentario commemorativo realizzato in occasione dell'anniversario dello scoppio.

Salvatore Sparavigna
di Salvatore Sparavigna

21 gennaio 1946 - 21 gennaio 2014. Il giorno della memoria. Giornata commemorativa per le vittime dell'esplosione dei...

Pubblicato da Vincenzo Marasco su Giovedì 23 gennaio 2014
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